Novità in materia di lavoro per l’anno 2024

A seguito di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 213/2023 e del Decreto Legislativo 216/2023, si riportano di seguito le novità (oltre a conferme e mancate conferme) in materia di lavoro per il 2024.

1. FRINGE BENEFIT (Legge 213/2023 art. 1 comma 16-17)

Per il 2024 il limite di non imponibilità dei fringe benefit aumenta da € 258,23 a € 2.000,00 per i lavoratori dipendenti con figli fiscalmente a carico e a € 1.000,00 per tutti gli altri lavoratori dipendenti; entro le stesse soglie sono esentate, anche a livello contributivo, le somme erogate o rimborsate dal datore di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale, nonché le spese per il contratto di locazione della prima casa o per gli interessi sul mutuo relativo alla prima casa.

2. PREMI DI PRODUTTIVITA’ (Legge 213/2023 art. 1 comma 18)

Anche per il 2024 i premi di produttività e le forme di partecipazione agli utili d’impresa avranno l’aliquota sostitutiva del 5%.

Si ricorda che la tassazione agevolata si applica su premi di ammontare variabile fino a 3mila euro, per lavoratori fino a 80mila euro di reddito.

Ai fini della tassazione agevolata del 5% sul premio di risultato erogato occorre che:

• sussista un accordo aziendale o territoriale nel quale le parti individuino dei parametri di produttività, qualità, efficienza e innovazione che siano incrementali rispetto a un arco temporale preso a confronto;
• alla fine del periodo di maturazione del premio si possa misurare un incremento di almeno uno degli indicatori prescelti;
• l’accordo di secondo livello sia stato sottoscritto con ragionevole anticipo e comunque in un momento in cui era incerto il raggiungimento dell’incrementalità dei parametri prescelti rispetto al periodo preso a confronto.

3. RIDUZIONE DEL CUNEO CONTRIBUTIVO (Legge 213/2023 art. 1 comma 15)

È confermato anche per il 2024 l’esonero dei contributi previdenziali dei dipendenti pubblici e privati nella misura del 6% se la retribuzione non supera l’importo mensile di € 2.692,00 e del 7% se la retribuzione non eccede l’importo mensile di € 1.923,00.

4. DECONTRIBUZIONE PER LE LAVORATRICI DI DUE O PIU’ FIGLI (Legge 213/2023 art. 1 commi 180-182)

Fino al 2026 è riconosciuto un esonero del 100% dei contributi a carico delle lavoratrici madri di 3 o più figli con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato fino al compimento del 18° anno di età del figlio più piccolo, nel limite massimo annuo di € 3.000,00; per il solo anno 2024, tale esonero è riconosciuto anche alle lavoratrici madri di 2 figli con rapporto di lavoro a tempo indeterminato fino al mese del compimento del 10° anno di vita di età del figlio più piccolo.

5. NUOVE ASSUNZIONI (art. 4 D.Lgs. 216/2023)

Il costo del personale relativo alle nuove assunzioni a tempo indeterminato che abbiano determinato un incremento occupazionale, ai fini della determinazione del reddito di impresa, fruirà di una deduzione maggiorata del 20%; la maggiorazione potrà arrivare al 30 % per determinate categorie di lavoratori svantaggiati.

6. ASSUNZIONI GIOVANI

  • non è stato riconfermato per l’anno 2024 l’esonero contributivo del 100% dei contributi nei limiti massimi di € 8.000,00 annui per 36 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori under 36 che non abbiano mai avuto un rapporto a tempo indeterminato;
  • rimane in vigore la misura strutturale prevista dall’art. 1 commi 100-105, 107 della legge 205/2017 che riconosce per 36 mesi un esonero del 50% della contribuzione datoriale nel limite massimo di € 3.000,00 annui per le trasformazioni e assunzioni a tempo indeterminato di giovani con meno di 30 anni mai occupati in modo stabile.

7. ASSUNZIONI DONNE VITTIME DI VIOLENZA (Legge 213/2023 art. 1 commi 191-193)

Fino al 2026 è previsto uno sgravio contributivo totale in favore dei datori di lavoro privati che assumono donne disoccupate vittime di violenza, beneficiarie del reddito di libertà; lo sgravio è previsto per un massimo di € 8.000,00 annui e per la durata di 24 mesi per i tempi indeterminati, 12 mesi per i contratti a termine, 18 mesi per le trasformazioni a tempo indeterminato.

8. SMART WORKING (art. 18 bis D.L. 145/2023)

Fino al 31.3.2024, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno 1 figlio minore di anni 14 e i lavoratori fragili hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza di lavori individuali.

9. CONGEDO PARENTALE (Legge 213/2023 art. 1 comma 179)

Per i genitori che fruiscono alternativamente del congedo parentale, in aggiunta all’attuale previsione di una indennità pari all’80% della retribuzione per un mese entro il sesto anno di vita del bambino, ci sarà il riconoscimento di un’indennità pari al 60% (in luogo dell’attuale 30%) per un mese ulteriore al primo; per il solo anno 2024 la misura dell’indennità riconosciuta per il mese ulteriore al primo è pari all’80% della retribuzione invece che del 60%.

10. CONTRATTO DI ESPANSIONE

Si è concluso al 31 dicembre 2023 il periodo di sperimentazione del contratto di espansione con relativo scivolo pensionistico.

11. CASSA INTEGRAZIONE (Legge 213/2023 art. 1 commi 170-178)

Per il 2024, la legge di Bilancio ha previsto, a valere sul “Fondo sociale occupazione e formazione”, la proroga ed il finanziamento di:

• trattamenti di CIGS e mobilità in deroga nelle aree di crisi industriale complessa;
• trattamenti straordinari di integrazione salariale a favore dei lavoratori dipendenti (sospesi o con orario ridotto) di aziende sequestrate e confiscate;
• interventi a sostegno del reddito per i lavoratori per specifiche situazioni di crisi aziendali, dopo la crisi economica derivante da pandemia e crisi energetica.

Sempre sul “Fondo sociale occupazione e formazione”, è altresì previsto l’incremento di 50 milioni di euro (con un incremento da 50 a 100 milioni) dell’autorizzazione di spesa prevista dalla normativa vigente per la cassa integrazione guadagni straordinaria per riorganizzazione o crisi aziendale.

Inoltre, per le imprese di interesse strategico nazionale che hanno in corso piani di riorganizzazione aziendale con almeno 1000 lavoratori dipendenti, è stabilito che, con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sia autorizzato, a domanda, in via eccezionale e in deroga agli artt. 4 e 22 del D.lgs. n. 148/2015 (in continuità con le tutele già autorizzate) un ulteriore periodo di cassa integrazione salariale straordinaria fino al 31 dicembre 2024 (con alcune deroghe relativamente alla procedura di attivazione della cassa), al fine di salvaguardare il livello occupazionale e il patrimonio delle competenze dell’azienda medesima.

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